Checco Zalone Sole A Catinelle

Il brano, che dà il titolo all'omonimo film campione d’incassi, è molto più di una semplice sigla comica. È un inno, una parodia geniale e, paradossalmente, una delle canzoni più sincere mai scritte sulla voglia di evasione tipica del Bel Paese. Per comprendere l'impatto di "Sole a catinelle", bisogna inquadrare il contesto. Il 2013 è l’anno di Sole a catinelle , il terzo film di Checco Zalone dopo Cado dalle nubi (2009) e Che bella giornata (2011). Diretto da Gennaro Nunziante, il film racconta la storia di un venditore di "Prodotti Miracle" (un aspiratutto miracoloso) che cerca di riconquistare il rispetto del figlio facendo soldi facili.

Il brano è una parodia spietata dei classici tormentoni estivi italiani, quelli che parlano di mare, amore e spensieratezza. Tuttavia, Zalone alza l’asticella inserendo un elemento tragico-comico: il protagonista della canzone invita la sua amata a lasciarsi andare, perché tanto "lo stipendio non arriva" e "di tasse ne paghi già tante".

Prodotta e scritta dallo stesso Zalone insieme al fedelissimo e Fabrizio Gargiulo , la canzone viene presentata ufficialmente durante il Festival di Sanremo 2013, in qualità di ospite. La performance, volutamente kitsch e scanzonata, spiazza tutti: non è solo una gag, ma un pezzo pop con una struttura solida, un ritornello che entra in testa come un trapano e una melodia che sa di vacanza. Analisi del testo: la poetica del "Pensiero Positivo" A prima vista, il testo di "Sole a catinelle" sembra un semplice inno al beach life. "Sole a catinelle, sabbia a catinelle, quanta gente pazza sulla spiaggia con le stelle". Ma come sempre in Checco Zalone, il primo livello è una trappola. checco zalone sole a catinelle

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Ecco il dettaglio geniale: in piena crisi dei debiti sovrani, mentre il governo Monti imponeva sacrifici, Checco Zalone trasformava la depressione economica in energia positiva. Il ritornello "Salta, salta, salta / Fai un bel respiro e salta" non è solo un incitamento al ballo, ma una metafora della resa. È l’equivalente musicale del "Vaffanculo" elegante, la rivalsa dell’italiano medio che, non potendo cambiare la realtà, decide di ignorarla ballando. Il brano, che dà il titolo all'omonimo film

Stiamo parlando, ovviamente, di di Checco Zalone .

Quando si parla di successi musicali estivi, il panorama italiano è pieno di tormentoni destinati a durare tre mesi. Poi, ogni tanto, arriva qualcosa che rompe gli schemi. Nel 2013, mentre l’Italia era ancora in piena crisi economica, un comico pugliese con i baffi e la voce inconfondibile di "Tatiana" ha pubblicato un pezzo destinato a non lasciare più la testa degli italiani. Il 2013 è l’anno di Sole a catinelle

La colonna sonora del film è affidata a due brani principali: La cacaiosa (demo demenziale) e, appunto, Sole a catinelle .